Maggio 2018

Acqua potabile e tubazioni in materie plastiche: esistono dei rischi per la salute nei processi di reticolazione del PEX?

Quanto possiamo fidarci delle tubazioni in plastica? Sono stati sollevati spesso dubbi sulla loro resistenza nel tempo, ma oltre a questo, la domanda più importante da porsi è sicuramente: "Possono essere pericolose per la salute?" Da questo mese pubblicheremo una breve serie di articoli per analizzare l'effettiva pericolosità di questi materiali.
Sentiamo sempre più parlare dei pericoli relativi ad alcune sostanze presenti nei contenitori realizzati in materie plastiche e utilizzati per contenere e conservare gli alimenti. Abbiamo cercato di capire se, in base ad alcuni studi scientifici, queste sostanze potenzialmente pericolose, possano essere presenti anche nelle tubazioni in materiale plastico, destinate al trasporto dell'acqua potabile.

Sono stati svolti vari studi con il risultato di aver trovato, disciolta nell'acqua proveniente da alcune tubature in PEX e in Polipropilene PP, una serie di sostanze potenzialmente pericolose per la nostra salute.

Tubazioni in PEX per acqua potabile


In Italia, la maggior parte delle tubazioni in plastica utilizzate in ambito civile sono sicuramente il Polietilene PE-RT e il Polietilene reticolato PE-X.

Processi di reticolazione del polietilene (PEX) e dubbi sulla loro salubrità

La reticolazione del PEX può essere effettuata in diversi modi. Nella prossima tabella vedremo come alcuni procedimenti sembrerebbero portare al rilascio, da parte delle tubature, di sostanze potenzialmente pericolose.

Per dare alle tubazioni in PEX il giusto grado di rigidità, sono utilizzati principalmente tre tipologie di processi di reticolazione, ogni produttore è libero di utilizzare le sostanze e i metodi che preferisce.

Denominazione e caratteristiche dei processi di reticolazione del PEX

Denominazione e tipo di processo

Dettagli del processo

Caratteristiche del prodotto

PEX – A (processi chimici)

Reticolazione con perossidi:

Il tubo una volta formato viene introdotto in un’emulsione di perossidi in acqua.
La temperatura è fatta poi salire per dare inizio all’accelerazione della reticolazione.

La prima tipologia di reticolazione utilizzata, oggi meno impiegata.

PEX – B (processi chimici)

 

Reticolazione con silani:

Sono composti del Silicio introdotti prima della fabbricazione del polietilene.
Successivamente il materiale è esposto al vapore acqueo che innesca l’accelerazione della reticolazione.

L’aggiunta di silani non è sufficiente a portare a termine il processo di reticolazione del tubo. Esso, infatti, deve essere conseguentemente messo a contatto con vapore o acqua calda. La tempistica di quest’ultima operazione è particolarmente importante per la riuscita di tutto il processo.

Alcuni produttori saltano quest’ultima operazione, probabilmente per una questione economica, pensando erroneamente che il normale passaggio dell’acqua calda tutti i giorni, sia sufficiente a terminare il processo.

In questo modo, tubazioni non correttamente lavate, potrebbero contenere ancora elevate quantità di silani, sostanze altamente tossiche.

PEX – C (processi fisico)

 

Reticolazione con
radiazioni ionizzanti:

I tubi sono sottoposti a un bombardamento di elettroni. L’energia prodotta provoca l’accelerazione della reticolazione a temperatura ambiente.

Il tubo viene reticolato passando attraverso un tunnel per il “bombardamento ionico”. Non avendo utilizzato reagenti chimici, questa soluzione sembrerebbe la migliore, dal punto di vista tecnico e sanitario.

L’attrezzatura per la reticolazione di tipo “-c” è specialistica e molto costosa, attualmente sembra essere utilizzata soltanto da poche aziende leader di mercato.

Come vedremo più avanti, nonostante questa premessa, anche il “PEX-C”, sembrerebbe rilasciare sostanze potenzialmente nocive nell’acqua.



Non esistono al momento restrizioni di carattere sanitario o processi di omologazione che intervengano in questa fase del processo. Esistono soltanto una serie di controlli svolti quando il tubo è nuovo, non a distanza di tempo dall'installazione.

L'acqua che fuoriesce da queste tubazioni in plastica, soprattutto quando sono ancora nuove, spesso odora di composti chimici, arrivando anche ad avere un sapore sgradevole.


Pericolosità delle tubazioni in PEX per la salute

Che cosa sono i silani

I silani sono composti chimici a base di silicio, il loro ruolo nei processi di reticolazione del pex è quello di fungere da catalizzatore. Alcuni studi hanno ipotizzato che i silani utilizzati per la reticolazione del PEX-b, possano rilasciare nell'acqua che beviamo pericolosi composti come l'ETBE (Etil-t-butil etere).


Approfondimento sulla pericolosità dell'ETBE e sul suo rilascio da parte di alcune tubature in PEX-b (in inglese):
Contributions of silane cross-linked PEX pipe to chemical/solvent odours in drinking water.



L'eccessiva esposizione all'ETBE può causare: tosse, mancanza di respiro, vertigini, depressione del sistema nervoso centrale, l'intossicazione e il collasso. Inoltre, può essere irritante per gli occhi e per la pelle.
Alcuni studi risalenti al 1995, avevano indicato questa sostanza come possibile agente cancerogeno, tuttavia, fino ad oggi non è stata confermata nessuna correlazione.

Nei prossimi appuntamenti analizzeremo più in dettaglio quali possano essere le sostanze pericolose rilasciate da alcune tubazioni in plastica, come possa avvenire la loro migrazione verso l'acqua che beviamo, e i loro possibili effetti sulla salute umana.

Il nostro intento non è demonizzare le tubazioni in plastica, l'ipotetica pericolosità di queste sostanze è legata naturalmente alle dosi giornaliere che potremmo ingerire, resta certo che ogni produttore può mettere le sostanze chimiche che vuole, e utilizzare il metodo più "conveniente" per la produzione delle proprie tubazioni plastiche.
Vorremmo proporre solo un po' di vigilanza in più, da parte dei produttori stessi e poter dare degli strumenti più efficaci in mano agli enti certificatori.

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